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Stefano Bigi


Nato in 1974, Stefano Bigi è cresciuto tra la Francia e l’Italia.

Di questa doppia cultura ha coltivato il gusto dello chic e delle belle cose.
Dopo aver studiato Arte in Francia, ha fatto esperienza e carriera nel campo
del webdesign, inizialmente in una SSII francese, poi in modo autonomo.

Però, durante quasi dieci anni, non ha mai smesso di disegnare divani,
sedie e oggetti ed è solo a 31 anni che deciderà di realizzare questa sua
passione : Il design di mobili e oggetti. Nel 2005 si trasferisce a Milano
e fonda la sua ditta: Helldesign di Stefano Bigi

Collaborazioni : Porada, La Cividina, Exdè by Cattaneo, Colico design, Seltz, Emmei, ...



Filosofia


Il Design è per me una ricerca interminabile ed esasperata del giusto equilibrio tra estetica e comfort, tra forma e funzione.

Cerco di creare un’emozione che inviti le persone a sedersi o a utilizzare i miei mobili quando li vedono.
La mia ricerca s’indirizza a coloro che, con aspirazioni e desideri differenti, fuggono lo standard e l’uniformità. Disegno mobili per quanti, in una sedia, non vedono soltanto una seduta e quattro piedi.

Non voglio creare pezzi da museo. I miei mobili sono fatti per essere vissuti e per vivere con i loro proprietari. E’ per questo che amo i poufs nascosti per ricevere gli amici all’improvviso. Le forme rotonde e armoniose, i mobili modulari che si modificano nel tempo... Sempre alla ricerca di un’atmosfera, un ambiente particolare, uno spazio a parte, uno spazio a sé. Il mobile che in una casa non sia più costrizione ma desiderio.

Reputo inoltre il comfort un valore importantissimo. Creare desiderio è solo un effetto collaterale del mio lavoro. Se il design attira, il comfort fidelizza. Per me, un mobile non è solo il frutto del designer: è il risultato della collaborazione tra le idee del designer e l’esperienza tecnica del produttore, dell’incontro della forma con gli imperativi tecnici. Il confronto con materiali innovativi e nuove tecniche creative crea infatti nuove prospettive. L’equilibrio tra innovazione e razionalizzazione è il mio motore verso nuovi orizzonti.

La mia ispirazione deriva dall’amore per la natura e per gli anni 70. Amo gli anni 70 per ciò che avevano di frivolo, per il rifiuto del convenzionale, per quella sensazione che permeava l’aria e permetteva di creare tutto. Amo film come Easy riders, una continua, infinita sorgente di emozioni per il contesto e le atmosfere che lo caratterizzano. Le voci che ascolto dal modo del design sono principalmente quella di Pierre Paulin, di Werner Panton e di Achille Castiglioni. Mi sento a volte come se non fossi nato nell’epoca giusta… la mia mente torna allora agli amati 70, che mi aiutano a esprimere al meglio la mia creatività.

 
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